Dati sul Paese

 

  • Popolazione: 59 milioni
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    Piu’ di 1.000.000 richiedenti asilo sono arrivati ​​in Italia dal 2015
  • Posizione nell’Indice di Sviluppo Umano: 29° su 193
  • Inizio attività di IRC in Italia: 2017

 

Risorse e pubblicazioni

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      Su IRC Italia  

International Rescue Committee (IRC) interviene nelle più gravi crisi umanitarie a livello globale, supportando le persone nel sopravvivere e nel ricostruire le proprie vite, e offrendo assistenza  ai rifugiati costretti a fuggire da conflitti o disastri naturali. 

IRC Italia fa parte della rete internazionale dell’organizzazione e ha avviato le proprie attività nel paese nel 2017. 

L’Italia rappresenta uno dei principali Paesi di destinazione per le persone che cercano di raggiungere l’Europa. Dal 2015, oltre un milione di richiedenti asilo è arrivato nel Paese, prevalentemente via mare sulle cose del Sud Italia, e attraverso la rotta balcanica, lungo i confini settentrionali con la Slovenia. 

      Cosa facciamo 

IRC Italia fornisce servizi essenziali a migranti, rifugiati, richiedenti asilo e alla popolazione locale in condizioni di bisogno. 

Il team, composto da oltre 40 dipendenti e collaboratori, è attivo in diverse regioni italiane, tra cui Lombardia, Sicilia, Calabria, Lazio, Piemonte e Friuli Venezia Giulia. 

I nostri progetti si basano sull’erogazione di supporto diretto, sulla collaborazione con organizzazioni locali e sul lavoro congiunto con autorità e istituzioni nazionali, con l’obiettivo di migliorare il sistema di asilo e le condizioni di vita dei beneficiari. In questo quadro, IRC Italia ha individuato specifiche aree di intervento per rispondere ai bisogni più urgenti e ancora insoddisfatti di migranti e rifugiati nel Paese, offrendo un supporto personalizzato volto ad affrontare le vulnerabilità emergenti attraverso interventi in diversi ambiti. 

Le aree di intervento di IRC in Italia comprendono:

Risposta di emergenza, protezione e lotta alla tratta

Unità mobili 


In collaborazione con altri attori locali, IRC supporta persone in transito, rifugiate, richiedenti asilo e rifugiate attraverso unità mobili attive nei principali luoghi di arrivo e transito in Italia.  

Trieste 
Dalla fine del 2021, grazie a fondi interni, IRC ha attivato, a Trieste, un'unità di strada multilingue che offre primo supporto a persone richiedenti asilo e in transito in arrivo dalla Rotta Balcanica. L’unità mobile opera quotidianamente, inclusi i fine settimana, nelle zone della stazione Centrale, del Porto Vecchio e del Centro Diurno, in collaborazione con lo staff di altre organizzazioni locali, fornisce informazioni sui propri diritti, orientamento socio-legale, supporto nell’accesso a servizi essenziali e alla procedura di asilo. Il personale di IRC lavora inoltre per identificare vulnerabilità e persone con bisogni specifici, offre primo supporto psicologico e distribuisce beni non alimentari.   

Tra il 2022 e il 2025 IRC ha incontrato e fornito assistenza a più di 52.400 individui, una media di 35 nuove persone al giorno. IA partire da gennaio 2024, questo lavoro è stato ulteriormente rafforzato e ampliato attraverso la partecipazione di IRC ad una co-progettazione con il Comune di Trieste nell’ambito dei servizi rivolti alle persone senza dimora e in condizioni di grave marginalità, insieme ad altre quattro organizzazioni del terzo settore coordinate da Caritas Trieste. In questo contesto, l’unità di strada di IRC opera come porta mobile di accesso ai servizi di bassa soglia della città durante le ore serali, svolgendo una funzione di raccordo operativo tra strada, dormitori, centri diurni e servizi sociali, e contribuendo a una lettura aggiornata e condivisa dell’andamento della marginalità urbana 

Questo lavoro sul campo permette ad IRC di raccogliere in modo sistematico dati quantitativi e qualitativi sulle persone incontrate. Queste evidenze rappresentano la base di reports che offrono un’analisi aggiornata dei flussi, dei bisogni e delle principali criticità riscontrate sul territorio, e supportano attività di advocacy a livello locale e nazionale. 

Accedi ai report pubblicati sulla situazione dei nostri beneficiari a Trieste 

Milano 
A Milano, IRC ha attivato un'unità mobile che svolge attività di outreach nelle vicinanze della Stazione Centrale, al fine di intercettare richiedenti asilo, persone in transito e persone migranti o rifugiate senza fissa dimora o particolarmente vulnerabili. Il team fornisce informazioni sui diritti legati allo status giuridico delle persone incontrate, ne identifica vulnerabilità specifiche e bisogni di protezione, distribuisce beni di prima necessità e ne supporta l'accesso ai servizi locali. Inoltre, si adopera affinché i minori stranieri non accompagnati vengano presi in carico dalle autorità competenti. Dal suo avvio nell’ottobre del 2023 alla fine del 2025, il team ha raggiunto 2.150 persone. Dal 2025, questa iniziativa, originariamente avviata con finanziamenti interni di emergenza, è entrata a far parte della co-progettazione cittadina sulla grave marginalità adulta, che ne garantisce sostenibilità e istituzionalizzazione.  

Sud Italia 
In partnership con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati – UNHCR - da maggio 2024, IRC fornisce  servizi di protezione multisettoriale nelle principali aree di sbarco e transito della Calabria e della Sicilia, inclusa l’isola di Lampedusa. Le attività sono realizzate attraverso quattro team mobili incaricati di fornire informativa mirata in materia di protezione internazionale, accesso alla procedura di asilo e Regolamento Dublino, adattando i contenuti ai diversi gruppi di persone in base alla loro nazionalità, caratteristiche demografiche e bisogni specifici. Tali interventi sono condotti, mediante un approccio integrato, da protection experts che realizzano le attività sia in contesti di gruppo sia in setting individuali con la partecipazione di mediatori culturali, parte integrante dei team. Parallelamente all’informativa legale, IRC si occupa dell’identificazione e del referral delle persone con bisogni specifici verso gli attori competenti presenti nell’area operativa e i servizi disponibili sul territorio. A partire dal 2025, IRC ha inoltre assunto un ruolo specifico, in particolare all’interno dell’hotspot di Lampedusa, nel supporto alle persone sopravvissute a violenza di genere. Questo avviene attraverso attività di informativa, attività partecipative e focus group discussions (FGDs), finalizzati alla creazione di spazi sicuri che favoriscano l’emersione di eventuali vulnerabilità e l’attivazione tempestiva dei servizi competenti per la protezione delle persone coinvolte. Da maggio 2024 a Dicembre 2025, i team IRC nel Sud Italia hanno fornito servizi di protezione a 80.306 persone in sede di sbarco.   

 

Protezione nei centri di accoglienza: interventi diretti e attività di formazione 

IRC opera anche all’interno dei sistemi di accoglienza, intervenendo sia a supporto diretto degli ospiti, sia attraverso attività di capacity building e coaching, con l’obiettivo di rafforzare l’intero sistema.   

Milano 

A partire da agosto 2024, IRC svolge attività all’interno della Casa dell’Accoglienza “Enzo Jannacci” di Milano, una struttura che offre accoglienza temporanea a persone adulte, nuclei familiari e minori stranieri non accompagnati privi di soluzioni abitative alternative o delle risorse economiche necessarie per accedervi. La struttura accoglie, inoltre, nuclei familiari di recente arrivo che sono in attesa di una collocazione nel sistema SAI.   

IRC è presente nella struttura sia come membro del consorzio composto da nove enti del Terzo Settore che ne curano la co-gestione, sia nell’ambito di uno dei percorsi di co-progettazione avviati dal Comune di Milano dal 2023, che coinvolgono oltre 40 organizzazioni del terzo settore. In questo quadro, anche grazie all’impiego di risorse residue della Legge 285, il Comune ha richiesto il supporto di IRC Italia a favore dei nuclei familiari di recente arrivo richiedenti protezione internazionale accolti nella struttura o sia intercettati sul territorio dalle organizzazioni coinvolte nella co-progettazione.  

IRC svolge un ruolo articolato che integra dimensione tecnica e intervento diretto. Da un lato, Il progetto contribuisce al rafforzamento della qualità dei servizi attraverso protocolli operativi e percorsi formativi rivolti agli operatori di Casa Jannacci, focalizzati su approccio transculturale, cura informata sul trauma e tutela dell’infanzia nei contesti migratori. È stata inoltre elaborata una guida operativa condivisa per supportare interventi coerenti ed efficaci. Dall’altro, lo staff di IRC conduce attività rivolte ai beneficiari, come lo Speaking Club che affianca la scuola d’italiano della struttura e permette di sperimentare la lingua italiana in un contesto dinamico e informale. Il personale di IRC supporta inoltre gli operatori di Casa Jannacci nella gestione dei casi di protezione più complessi, assicurando un supporto qualificato e continuativo. In questo quadro si inserisce anche la gestione del Women and Girls Safe Space all’interno di Casa Jannacci, uno spazio sicuro e accogliente dedicato alle donne di recente arrivo in Italia, finalizzato all’emersione delle vulnerabilità, al rafforzamento della stabilità personale e all’accesso a informazioni e servizi di supporto.  

Inoltre, a partire da marzo 2025, il team di IRC, in collaborazione con altri enti territoriali, conduce attività di identificazione di nuclei neoarrivati sul territorio o che presentano particolari situazioni di vulnerabilità, promuovendo il loro orientamento e l’accesso ai servizi e alle istituzioni competenti. Parallelamente, sono realizzate azioni di orientamento e accompagnamento fisico ai servizi locali dedicati al benessere di bambini e famiglie, oltre che a servizi specialistici quali spazi per la prima infanzia, centri educativi, doposcuola, servizi diagnostici e terapeutici per bisogni educativi speciali e disturbi dell’apprendimento, nonché interventi di logopedia, psicomotricità e servizi rivolti alla disabilità e all’autismo. 

Sud Italia 

Nell’ambito della partnership con UNHCR sopra descritta, dal 2024 IRC conduce attività di protezione e monitoraggio all’interno di numerosi centri di accoglienza in Sicilia e Calabria (Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS), hotspot e hub). In particolare, IRC è operativa negli hub e negli hotspot, dove realizza attività di outreach rivolte alle persone appena arrivate sul territorio a seguito di eventi di sbarco o trasferimenti da Lampedusa o da altri centri delle due regioni. Le attività di protezione si concentrano sulla fornitura di informazioni relative all’accesso alla procedura di protezione internazionale, sull’erogazione di servizi di mediazione culturale e sull’identificazione di bisogni specifici tra gli ospiti dei centri. Sono inoltre previste azioni mirate di prevenzione e risposta alla violenza di genere, attraverso sessioni informative e l’attivazione di referral nei casi in cui emergano vulnerabilità specifiche.  Parallelamente, IRC organizza meeting di protezione e attività di training on the job con lo staff degli enti gestori, al fine di rafforzare il sistema di protezione, garantire un’adeguata presa in carico dei bisogni individuati e assicurare un corretto accesso alla procedura di protezione internazionale.  

Protection Monitoring  

Fin dall’avvio delle sue attività, IRC Italia è impegnata nel monitoraggio continuo dei bisogni e delle vulnerabilità delle persone che supporta, al fine di rafforzare i programmi di protezione e sviluppare interventi sempre più efficaci e basati su dati concreti. 

Dal 2023, questo lavoro viene sistematizzato attraverso la produzione e pubblicazione di report periodici di monitoraggio che integrano i dati raccolti a livello nazionale, con particolare attenzione ai servizi informativi digitali come Refugee.Info, e alle dinamiche relative alle persone in movimento, con un focus specifico sulle persone in arrivo lungo la rotta balcanica a Trieste. 

Oltre ai report trimestrali, IRC produce anche snapshot mensili dedicati alla situazione degli arrivi di persone dalla rotta balcanica a Trieste. Questi aggiornamenti si basano sui dati raccolti direttamente sul campo dal team di IRC in collaborazione con lo staff di Diaconia Valdese e includono valutazioni sui principali protection concerns delle persone supportate, contribuendo a fornire un quadro aggiornato delle vulnerabilità e dei rischi presenti sul territorio. 

Le informazioni raccolte attraverso queste attività rappresentano una risorsa fondamentale per IRC Italia. I dati e le evidenze generate vengono infatti utilizzati per informare le attività di advocacy, orientare la progettazione delle proposte progettuali e guidare l’operato complessivo dell’organizzazione. Inoltre, costituiscono uno strumento chiave nel dialogo continuo con stakeholder istituzionali e partner, contribuendo a promuovere risposte coordinate e basate sui bisogni reali delle persone. 

Attraverso questo approccio, IRC Italia contribuisce non solo alla raccolta e all’analisi delle informazioni, ma anche alla loro trasformazione in azione concreta, a supporto di interventi di protezione più efficaci e di sistemi più reattivi. 

Accedi ai nostri report 

Lotta alla tratta e allo sfruttamento lavorativo 

A partire dal 2021, IRC Italia ha implementato diversi progetti anti-tratta finanziati dall’Unione Europea, tra cui FAST, DIRECT e SAFE-HUT, collaborando con partner in Italia e in Europa per il rafforzamento delle competenze di oltre 1.100 operatori di prima linea e migrant-led organization nell’identificazione e nel supporto alle persone sopravvissute a tratta, attraverso un approccio informato al trauma e basato sul principio del do no harm. Parallelamente alle attività di formazione, IRC ha fornito servizi diretti a richiedenti asilo e rifugiati in Sicilia, promuovendo l’inclusione sociale e riducendo i rischi di sfruttamento mediante attività informative, iniziative di sviluppo di life skills e supporto mirato, a favore di minori stranieri non accompagnati e donne a rischio di tratta. A complemento di tali interventi, IRC ha inoltre utilizzato la propria piattaforma digitale Refugee.Info Italy per realizzare campagne di sensibilizzazione ad ampia diffusione all’interno delle comunità della diaspora. 

Sulla base di questa esperienza, nel luglio 2025 IRC ha avviato il progetto REACHing, un’iniziativa della durata di due anni finalizzata a rafforzare l’identificazione precoce e la protezione dei richiedenti asilo a rischio di tratta. Attraverso team mobili attivi in Sicilia e Calabria, REACHing fornisce informazioni tempestive su diritti e servizi disponibili, promuove la consapevolezza sui rischi di tratta, supporta gli invii verso servizi specialistici e rafforza il coordinamento tra gli attori in prima linea, contribuendo a sistemi di protezione più efficaci e centrati sulla persona.  

Prevenzione violenza di genere  

Oltre che alla violenza di genere legata al fenomeno della tratta, IRC è impegnata in vari progetti di prevenzione della violenza di genere.  

In particolare, tra marzo 2023 e luglio 2024, attraverso il progetto co-finanziato dall’Unione Europea CARE - Community-Based Primary Prevention of GBV (Gender-Based Violence) in Greece and Italy, IRC, in partenariato con altre organizzazioni italiane e greche, ha condotto attività volte a mettere in discussione stereotipi legati al genere, a rafforzare l’emancipazione femminile e a favorire la creazione di reti di supporto tra donne e uomini. Facilitatori e facilitatrici italiani e con background migratorio precedentemente formati hanno coinvolto a Palermo più di 60 tra donne e uomini in attività di prevenzione seguendo metodologie strutturate, adattate al contesto.  

A partire da marzo 2026, l’impegno di IRC Italia nel contrasto alla violenza di genere si è ampliato grazie al progetto REAL TALK, un’iniziativa finanziata dal programma europeo CERV-Daphne e implementata da un consorzio di cinque partner in Italia, Estonia e Polonia. 

Il progetto si rivolge ad adolescenti tra gli 11 e i 16 anni con l’obiettivo di prevenire la violenza di genere, online e offline, attraverso percorsi formativi partecipativi e adattabili ai diversi contesti. Il percorso prevede almeno cinque incontri, con moduli opzionali attivabili in base ai bisogni della classe, ed è co-costruito insieme a studenti e studentesse per promuovere relazioni sane, sicure e libere da stereotipi, in uno spazio di confronto ed espressione. 

REAL TALK coinvolge anche l’intero ecosistema educativo, offrendo percorsi dedicati a docenti, staff scolastico e genitori/caregiver. Le attività, articolate in sessioni formative e informative, rafforzano le competenze degli adulti nel supportare i più giovani nello sviluppo di relazioni positive, favorendo dialogo intergenerazionale, consapevolezza e benessere. 

Refugee.Info ITALY

Dal 2018, il servizio di informazione digitale di IRC, Refugee.Info (RI), parte del progetto transnazionale Signpost, fornisce a rifugiati e migranti informazioni multilingue, accessibili, pratiche e accurate a livello nazionale.   

Il servizio di informazione digitale Refugee.Info di IRC fornisce ai rifugiati e ai migranti informazioni multilingue, accessibili, fruibili e accurate a livello nazionale.
Il servizio di informazione digitale Refugee.Info di IRC fornisce ai rifugiati e ai migranti informazioni multilingue, accessibili, fruibili e accurate a livello nazionale.
Photo: Daphne Tolis / Refugee.Info

Refugee.Info (RI), parte del progetto transnazionale Signpost, fornisce a rifugiati e migranti informazioni multilingue, accessibili, pratiche e accurate a livello nazionale.   

Attraverso applicazioni di messaggistica istantanea, social media, un sito web e un approccio peer-to-peer, risponde alle esigenze informative dei beneficiari riguardo ai loro diritti, documenti, sicurezza, servizi di supporto e integrazione nelle nuove comunità. Il servizio è attualmente disponibile in inglese, francese, dari/farsi, pashto, arabo e ucraino.  

La pagina facebook di Refugee.Info ha piu’ di 54.000 follower mentre il sito Refugee.Info nel 2025 e’ stato visitato da 51.169 persone.  

Tra settembre 2024 e febbraio 2025 Refugee.Info ha partecipato al pilota di Signpost AI per valutarne l’impatto sul servizio di assistenza individualizzata. Integrato nel lavoro dei moderatori, il chatbot ha migliorato l’efficienza e ridotto i tempi di risposta, supportando la comunicazione con gli utenti. La valutazione finale indica che lo strumento è utilizzabile in sicurezza in un modello Human-in-the-Loop - approccio di intelligenza artificiale che integra l'essere umano nel ciclo di addestramento e operatività dei sistemi - ma richiede ulteriore formazione e revisione umana. Il chatbot è risultato complementare ai moderatori, utile soprattutto per arricchire le risposte con linguaggio trauma-informed e risorse aggiuntive, mentre i moderatori mantengono un ruolo essenziale per competenze contestuali e gestione delle situazioni di vulnerabilità. 

Nel corso del 2025 IRC Italia con RI ha rafforzato le collaborazioni con altri servizi informativi digitali, diventando membro della Comunità di Pratica coordinata da UNICEF e UNHCR che mette in rete i servizi di ascolto e supporto da remoto che operano a livello nazionale tra cui il Numero Verde Nazionale in Aiuto alle Vittime di Tratta e Grave Sfruttamento, il Numero Verde Nazionale contro la Violenza e lo Stalking, l’Helpline Minori Migranti (Save the Children), la Gay Helpline e Sportello Intercultura (ARCI Nazionale, il Numero Verde per i Richiedenti Asilo e Rifugiati (ARCI Nazionale) e Here4You (ARCI, UNICEF, Approdi). 

Salute mentale e supporto psicosociale

Le attività di IRC nel campo del supporto alla salute mentale e al benessere psico-sociale (MHPSS) di persone in stato di vulnerabilità e, in particolare, di donne e ragazze hanno preso avvio nel 2022 nel contesto della risposta all’emergenza Ucraina. Nel 2025, gli interventi in questo ambito, ormai consolidati e aperti a utenti di varie nazionalità, erano presenti nelle città di Milano, Torino, Trieste e Roma.  

In ognuna di queste città, IRC gestisce, spesso in collaborazione con organizzazioni locali, Women and Girls Safe Spaces, spazi sicuri dove le donne e le ragazze possono partecipare ad attività ludico-ricreative, sessioni informative, attività strutturate psico-sociali ed hanno l'opportunità di costruire reti sociali e rafforzare la propria autonomia in un ambiente sicuro per loro e per i loro figli. Seguendo un approccio dal basso, all'interno di ogni Spazio le attività e gli ambienti sono co-progettati insieme alle beneficiarie e modificati nel tempo, in base ai loro bisogni e priorità.  

All’interno degli spazi psicosociali di IRC, i beneficiari hanno ricevuto servizi di case management, supporto psicologico e hanno partecipato ad attività di gruppo, tra cui corsi di bachata,  Speaking Club, gruppi per teenagers e attività ricreative per bambini e bambine.  

Oltre a questi interventi, IRC ha garantito supporto psico-sociale attraverso team mobili composti da un’operatrice sociale e una mediatrice culturale, attivi nelle diverse comunità. A seguito di un’attenta valutazione dei bisogni e delle risorse individuali, i team hanno adottato un approccio di presa in carico olistica, volto a promuovere il benessere psico-fisico dei beneficiari e a favorirne i percorsi di integrazione.   

In particolare, il team  multidisciplinare  composto da una case-worker, uno psicologo e una mediatrice culturale attivo a Roma ha fornito, fino a giugno 2025, assistenza individuale e supporto psicosociale non solo alle donne ucraine che frequentano lo Spazio Sicuro, ma anche ai  rifugiati ucraini più vulnerabili ospitati negli hotel Capannelle e Mercure West, aiutandoli ad accedere a documenti, assistenza sanitaria, istruzione e servizi sociali, fino al loro trasferimento in centri di accoglienza di secondo livello. 

Da aprile 2025, negli spazi di Milano, Torino e Roma, le attività di carattere psico-sociale sono state affiancate da interventi individuali e di gruppo finalizzate all’integrazione lavorativa (vedi sezione dedicata all’inclusione lavorativa). Analogamente, i servizi di case management sono stati integrati in altre aree di intervento di IRC Italia, in particolare nei programmi di protezione e di risposta alle emergenze. In questi contesti, l’approccio adottato viene adattato alle specificità del setting e ai bisogni delle persone coinvolte, prevedendo, a seconda delle situazioni, interventi più strutturati oppure forme di supporto più mirate. 

Nel contesto degli interventi di protezione realizzati a Trieste, il progetto SICURI, avviato nell’ottobre 2025 in collaborazione con partner locali grazie al finanziamento del Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo, ha rafforzato il supporto integrato e personalizzato a rifugiati e migranti particolarmente vulnerabili delle unità di strada con interventi MHPSS. Attraverso servizi di case management e di supporto psicosociale e psicologico, nonché il rafforzamento delle reti territoriali, SICURI promuove percorsi di autonomia e inclusione con un approccio centrato sulla persona. L’intervento combina assistenza diretta e orientamento ai servizi, puntando a rimuovere gli ostacoli al loro accesso e a favorire l’uscita dalla marginalità delle persone supportate. Elemento distintivo è l’approccio proattivo, che raggiunge le persone nei luoghi in cui vivono o si aggregano, creando un ponte con il sistema dei servizi e garantendo prese in carico coordinate e sostenibili.  

Inclusione socio economica

Dal 2020, IRC supporta persone rifugiate, migranti e altri gruppi vulnerabili, in particolare giovani e donne, nell’orientarsi nel mercato del lavoro e nel raggiungere l’indipendenza economica, promuovendo al contempo il valore che i nuovi arrivati apportano alle economie locali.   

Nel corso degli anni, Il lavoro di IRC si è sviluppato su tre direttrici: i) l’erogazione diretta di servizi, ii) l’assistenza tecnica e formazione al personale di servizi rilevanti, iii) il rafforzamento di reti istituzionali presenti sul territorio.  

Queste tre dimensioni sono accomunate dall’adozione di un approccio olistico, che combina supporto psicosociale, orientamento e inserimento lavorativo, con l’obiettivo di rispondere a bisogni multidimensionali delle persone, rafforzare le reti di supporto e favorire la connessione con la comunità e i servizi locali.  

IRC applica e promuove l’adozione, anche da parte di altri attori, di un approccio sensibile al vissuto traumatico, attento alle dimensioni di genere e transculturale, e fondato sulla valorizzazione delle competenze e degli interessi delle persone. Questo approccio rappresenta il punto di partenza per costruire percorsi formativi e professionali orientati all’autonomia economica in Italia. 

Erogazione diretta di servizi 

A partire da gennaio 2025, IRC implementa all’interno di un consorzio transnazionale il progetto biennale IT-Bridge, finanziato dal Fondo Sociale Europeo (ESF-A). IT-Bridge offre formazione integrata e supporto personalizzato per promuovere l'occupabilità e lo sviluppo professionale dei giovani con background migratorio nel settore IT, con focus specifico sui moduli Networking Essentials e Cybersecurity, adottando un approccio sociale innovativo che integra la componente di formazione tecnica con una serie di interventi volti a superare barriere incontrate dai beneficiari nel loro percorso di integrazione socio-lavorativa.  

Da Febbraio 2025, IRC coordina il progetto Digital Horizons (DH), finanziato dalla Villum Foundation, e realizzato in Friuli Venezia Giulia e Piemonte, in collaborazione con partner locali. Il progetto promuove la costruzione di percorsi professionali e l’accesso ad opportunità di lavoro a lungo termine nel settore IT per persone giovani rifugiate e migranti. Lavorando in sinergia con centri pubblici per l'impiego, enti di formazione professionale e aziende del settore IT, DH mira a rafforzarne la capacità di questi enti di creare opportunità formative e professionali più inclusive per migranti e rifugiati.  
In particolare, il progetto offre ai suoi beneficiari una formazione intensiva in sviluppo software, accompagnata da servizi di orientamento lavorativo, supporto psicosociale individuale, assistenza finanziaria, linguistica e di childcare. 

Da Aprile 2025, IRC guida un consorzio transnazionale di sei partner basati in Italia, Bulgaria, Belgio ed Olanda nell’implementazione del progetto WISE, finanziato dal Fondo Sociale Europeo (ESF-A). WISE combina servizi di supporto psicosociale e di salute mentale con percorsi di accompagnamento al lavoro, resi accessibili tramite soluzioni tecnologiche, con l’obiettivo di rafforzare l’inclusione socio-economica e il benessere delle donne rifugiate ucraine in Italia e Bulgaria. Attraverso la sperimentazione dei Centri di Supporto Olistico — avviati in Italia nelle città di Milano, Torino e Roma e, in Bulgaria, a Sofia — il progetto mira a potenziare l’occupabilità delle donne ucraine, favorire l’allineamento tra le loro competenze e le opportunità professionali presenti sul mercato, promuovere la formazione continua e facilitare l’accesso al mercato del lavoro. Il progetto mira, inoltre, a facilitare l’accesso ai servizi sociali e pubblici, e a promuovere il benessere mentale e psicosociale.  

Assistenza tecnica e formazione al personale di altri enti 

Infine, attraverso il progetto WIN, IRC si concentra sul rafforzamento delle capacità di operatori e operatrici dei servizi per l’impiego e dell’integrazione socio-economica, situati in Lombardia e Sicilia. nel fornire un supporto inclusivo all’occupazione per migranti, rifugiati e richiedenti asilo. Le attività includono: formazioni di gruppo sull’erogazione di servizi informati sul trauma e su approcci orientati alle risorse nel counselling lavorativo, nonché sul quadro giuridico e la normativa del diritto del lavoro; sviluppo collaborativo di contenuti e supporto tecnico per il miglioramento di politiche e procedure, oltre all’assistenza nella progettazione di strategie di outreach efficaci. 

Inoltre, attraverso WIN, IRC contribuisce al rafforzamento delle reti territoriali, promuovendo una risposta coordinata e integrata ai bisogni occupazionali di migranti e rifugiati. In particolare, partecipa al Tavolo Area 3, coordinato dal Comune di Milano e composto da 19 enti — tra centri per l’impiego, organizzazioni sindacali, agenzie per il lavoro ed enti del terzo settore attivi nell’inserimento lavorativo — nonché al Tavolo Lavoro della Rete di Accoglienza Integrata (RAI), che riunisce oltre 30 organizzazioni del terzo settore ed enti pubblici operanti sul territorio di Roma. 

Educazione e cittadinanza globale

Dal 2021, IRC Italia implementa progetti educativi a livello locale, nazionale ed europeo, volti a promuovere l’apprendimento linguistico, lo sviluppo delle competenze socio-emotive e un supporto individualizzato nei percorsi scolastici e nelle transizioni educative. Particolare attenzione è rivolta ai bambini che hanno vissuto, o sono a rischio di vivere, esperienze infantili avverse, in particolare ai bambini migranti e rifugiati. L’istruzione è un diritto fondamentale e rappresenta un elemento chiave per costruire un futuro migliore, ma i bambini sfollati incontrano spesso difficoltà nell’accesso e nell’integrazione nei percorsi scolastici. 

L’approccio di IRC si fonda su metodologie consolidate e testate sul campo nel corso degli anni in contesti di crisi, tra cui l’approccio Healing Classrooms (Contesti del benessere), l’apprendimento socio-emotivo (SEL), l’approccio trauma-informed e quello cross-culturale. 

Nel corso del 2025, IRC realizzato sia progetti finalizzati all’erogazione diretta di servizi, sia progetti volti al rafforzamento dei sistemi educativi formali e non formali. Parallelamente, ha anche sviluppato iniziative nell’ambito dell’educazione civica per la cittadinanza globale. 

Grazie a Let’s Grow Smart Together, finanziato da Regione Lombardia, e a VI-cini, sostenuto da Fondazione di Comunità Milano, IRC ha supportato bambini, ragazzi e ragazze in condizioni di vulnerabilità e con background migratorio e le loro famiglie offrendo supporto educativo, orientamento nelle scelte scolastiche e accompagnamento nella costruzione del proprio percorso futuro.  

Il progetto Let’s Grow Smart Together ha coinvolto istituti scolastici milanesi con un’alta presenza di studenti con background migratorio, permettendo a IRC di approfondirne bisogni e modalità di coinvolgimento. Complessivamente, 30 giovani vulnerabili tra i 15 e i 34 anni hanno ricevuto supporto individuale, mentre 10 famiglie straniere sono state accompagnate nel rapporto con le scuole attraverso mediazione culturale e supporto linguistico. Parallelamente, 63 giovani hanno partecipato alle attività del Safe Space di Milano, tra laboratori, attività psicoeducative e iniziative di gruppo, e 8 adolescenti hanno preso parte a un Laboratorio Espressivo coordinato da una pedagogista-psicologa.  

A partire da settembre 2025, il progetto VI-cini ha consolidato ed esteso gli interventi nelle scuole coinvolte, attivando uno sportello psico-educativo presso l’IPS Cavalieri e percorsi di supervisione per docenti sui temi dell’intercultura e della gestione della complessità. Sono stati inoltre organizzati incontri informativi per famiglie straniere e realizzati colloqui individuali di supporto psico-socio-educativo. Complessivamente, 40 nuclei familiari sono stati accompagnati dall’équipe multidisciplinare, mentre 36 studenti hanno partecipato a percorsi di gruppo per rafforzare competenze socio-emotive e coesione del gruppo classe. 

Il lavoro di rafforzamento dei sistemi educativi formali e non formali è stato condotto attraverso due progetti transnazionali finanziati dall’Unione Europea. Nell’ambito del progetto Theory of Change, realizzato in collaborazione con organizzazioni basate in Italia, Grecia, Cipro e Svezia, sono stati sviluppati strumenti pratici come l’ATLAS.EDU Toolkit e l’ATLAS.LAB Game Bank, pensati per promuovere lo sviluppo linguistico e l’inclusione sociale degli adolescenti, in particolare di quelli neo-arrivati. La formazione, destinata a insegnanti, educatori e operatori sociali, è stata condotta attraverso un approccio a cascata: inizialmente IRC ha formato 59 operatori delle organizzazioni partner di progetto, che a loro volta hanno completato 32 sessioni formative in ciascun paese  

Infine, nel 2025 IRC ha implementato un progetto Erasmus plus volto a trasferire e adattare le proprie metodologie educative al contesto estone, promuovendo uno scambio di buone pratiche a livello europeo. In totale sono stati formati 48 educatori, tra cui operatori partner di progetto formati con Training of Trainers ed educatori di contesti formali e non formali in Italia. 

Accedi ai nostri report 

ParticipACTION 

ParticipACTION è un progetto finanziato dall’UE e coordinato da IRC Italia, volto ad aumentare il coinvolgimento dei giovani nei processi decisionali. Il progetto mira a rafforzare la capacità dei giovani di influenzare le politiche dell’UE, concentrandosi sul coinvolgimento di cittadini di paesi terzi in Italia, Francia, Lituania e Cipro, attraverso ricerca, laboratori e attività di advocacy, promuovendo comprensione reciproca e solidarietà. 

ParticipACTION mira a garantire che i beneficiari acquisiscano le conoscenze e competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile, inclusi i diritti umani, l’uguaglianza di genere, la cittadinanza globale e la partecipazione attiva. In particolare, il progetto sviluppa competenze civiche, pensiero critico e consapevolezza democratica tra i giovani, favorendo la loro partecipazione ai processi decisionali a livello locale, nazionale ed europeo. 

IRC adotta un approccio inclusivo, partecipativo e trasformativo, valorizzando la diversità culturale e promuovendo l’empowerment di giovani provenienti da contesti differenti, in particolare giovani migranti e donne. Il progetto incoraggia il dialogo interculturale, la comprensione reciproca e la solidarietà e rafforza il ruolo dei giovani come agenti di cambiamento. 

Inoltre, attraverso attività come workshop, tavole rotonde, advocacy e co-creazione di raccomandazioni politiche, il progetto contribuisce concretamente allo sviluppo di competenze trasversali (soft skills), alla partecipazione democratica e alla costruzione di società più inclusive e sostenibili. In questo senso, ParticipACTION rappresenta un esempio concreto di applicazione dei principi dell’educazione alla cittadinanza globale, traducendo gli obiettivi teorici dell’Agenda 2030 e della strategia italiana in pratiche operative e impatto reale sui territori. 

Nel complesso, nel 2025, tramite il progetto ParticipACTION, IRC Italia ha raggiunto 206 persone, tra ragazze, ragazzi e stakeholders e centinaia di altri giovani in vari paesi d’Europa, contribuendo a costruire competenze, fiducia e spazi concreti di partecipazione. 

Advocacy

L’approccio di IRC si basa sulla consapevolezza che rispondere ai bisogni immediati delle persone è essenziale, ma non sufficiente a produrre cambiamenti duraturi: è altrettanto cruciale contribuire alla trasformazione dei sistemi che li determinano. 

Per questo, le attività non si limitano all’erogazione di servizi, ma si fondano su un continuo lavoro di ascolto e analisi dei bisogni delle persone coinvolte, finalizzato a far emergere criticità strutturali e a promuovere cambiamenti a livello di politiche e sistemi, attraverso azioni di advocacy informate dall’esperienza programmatica. L’approccio adottato valorizza le voci, le competenze e i bisogni delle persone, con l’obiettivo di influenzare i processi decisionali e contribuire alla costruzione di sistemi più equi, inclusivi e capaci di rispondere efficacemente ai bisogni. In questo quadro, il dialogo costante tra comunità, partner e istituzioni rappresenta un elemento chiave per favorire cambiamenti strutturali che vadano oltre il singolo intervento progettuale e sostenibili nel tempo. 

IRC Italia è impegnata nel promuovere il rispetto e la tutela dei diritti delle persone migranti, rifugiate e richiedenti asilo. I team sul campo monitorano gli ostacoli che le persone in cerca di protezione internazionale incontrano nell’accesso e nella formalizzazione della domanda di asilo, facilitando al contempo l’ingresso nella procedura e nei servizi di accoglienza. Le evidenze così raccolte orientano le priorità di advocacy dell’organizzazione. In questo ambito, IRC prende parte a momenti di confronto con interlocutori istituzionali per contribuire al rafforzamento del sistema di accoglienza e integrazione, a livello sia locale sia nazionale, promuovendo interventi su questioni quali le evoluzioni del quadro normativo in materia di immigrazione e protezione internazionale, le politiche di esternalizzazione e la detenzione amministrativa delle persone migranti 

 A livello locale, IRC Italia svolge un’intensa attività di advocacy a Trieste, dove collabora con altre organizzazioni della società civile e si interfaccia con le istituzioni locali per tutelare i diritti delle persone migranti, richiedenti asilo e rifugiate. Nel 2025, il nostro lavoro si è concentrato sulle difficoltà nell’accesso alla procedura per la richiesta di asilo presso la Questura locale, una problematica che abbiamo analizzato nel report “Accesso negato”, pubblicato nel dicembre del 2025. 

A livello nazionale, portiamo avanti il nostro lavoro di advocacy anche grazie alla partecipazione attiva al Tavolo Asilo Immigrazione, al Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Gruppo CRC), alla Road Map  per il diritto di Asilo e al gruppo advocacy della Rete di Accoglienza Integrata (Tavolo RAI). 

IRC Italia è inoltre partner di diversi progetti transnazionali finanziati dall’UE che includono una forte componente di advocacy.  

Attraverso INNOVATE, IRC sostiene i diritti dei minori migranti in Grecia, Italia e Serbia, utilizzando i dati raccolti sul campo per elaborare raccomandazioni rivolte alle istituzioni che si occupano della protezione dei minori.  Avviato a gennaio 2024 e coordinato dal Migration Policy Centre dello European University Institute, il progetto si propone di ridurre il divario tra ricerca e policy in materia di migrazione, promuovendo il dialogo tra ricercatori, operatori e decisori pubblici. L’obiettivo è rendere le evidenze prodotte concretamente utilizzabili per affrontare le principali sfide del settore, sostenendo lo sviluppo di politiche fondate su dati ed evidenze, piuttosto che su percezioni o posizioni ideologiche.  

Attraverso  GROWTH, IRC sostiene l’espansione dei programmi di community sponsorship in Italia, Irlanda e Germania, integrando approcci innovativi basati su dati e ricerca con azioni di policy e advocacy. Avviato nel 2024 e coordinato dal Consorzio Communitas, il progetto coinvolge una rete di organizzazioni nei tre Paesi e punta sia ad ampliare il numero e la diversità degli attori coinvolti, sia a rafforzare i meccanismi di supporto tramite la creazione di reti di sponsor e piattaforme di scambio di conoscenze a livello nazionale e transnazionale. In questo contesto, GROWTH contribuisce al dibattito politico e alla definizione di raccomandazioni fondate su evidenze, promuovendo modelli efficaci di sponsorship e individuando gli adeguamenti normativi necessari per favorire risposte sostenibili e scalabili.  

Nell’ambito del progetto biennale LGNET3, avviato all’inizio del 2025 grazie a finanziamenti legati al programma FAMI, IRC contribuisce ad attività di advocacy volte a contrastare il disagio abitativo delle persone con background migratorio residenti a Trieste. In questo quadro, IRC affianca Lybra, capofila del consorzio, nello sviluppo e nell’implementazione di una campagna territoriale di sensibilizzazione contro discriminazioni e stereotipi nell’accesso alla casa, oltre che di attività informative rivolte alle comunità migranti e allo sviluppo di strumenti sull’educazione all’abitare consapevole. Parallelamente, IRC è responsabile del servizio di mediazione culturale del progetto e ha tradotto in 6 lingue il toolkit per un abitare consapevole, sviluppato da Lybra. 

Contatti

Indirizzo sede: via Giulio e Corrado Venini 57, 20127 Milano 

Tel: 02 84131399 

Email: ircitalia.info@rescue.org 

CF: 97941860153  

Susanna Zanfrini, Direttrice, IRC Italia 

For young girls and women, you must have some skills to help you adapt, to understand how the culture works, the history, out of respect.
Ukrainian twins Maryana and Ruslana standing in front of the IRC logo
Forced to leave everything behind in Ukraine, IRC Italy helped Maryna and Ruslana start fresh in their new community.
Ukrainian refugees in Italy
We know that people are putting their lives in danger to come to Europe. If the EU and countries create more safe pathways for the people we’d be saving lots of lives.
Ozair sitting in the IRC office in Milan, Italy
Ozair is a 28 year-old man living in Milan, Italy. Originally from northeastern Afghanistan, he has lived in Italy for two years after he was forced to flee his country when the Taliban assumed power in the summer of 2021. After a long battle to bring his family to join him in Italy, he was finally reunited earlier this year.
Ozair's story